Profilo dell’ente

In sostituzione della Superstantia di Santa Maria Maggiore, alla quale l'arcivescovo Antonio da Saluzzo aveva affidato (1986) la costruzione del nuovo Duomo, il 16 ottobre 1387 il Signore di Milano, Gian Galeazzo Visconti, istituisce la Veneranda Fabbrica del Duomo. Ad essa fu affidato il compito di provvedere al reperimento, all'amministrazione e gestione delle risorse finanziarie e delle rendite necessarie alla progettazione, costruzione, abbellimento e conservazione della nuova cattedrale milanese e di provvedere, secondo consuetudine, alle necessità funzionali al servizio liturgico, come risulta dal Regolamento-Statuto.
Nel Capitolo Generale (oggi consiglio d'amministrazione), inizialmente costituito da circa quarantacinque membri, erano rappresentati ai massimi livelli il duca, l'arcivescovo e le magistrature cittadine; propri delegati esprimevano il clero, le famiglie più cospicue e il popolo di Milano. Allora, come oggi, gli amministratori erano direttamente nominati o comunque riconosciuti dall'autorità civile. Questi adempimenti confermano l'origine della Veneranda Fabbrica e ne costituiscono il fondamento della fisionomia laica. Significativa e fruttuosa fu la partecipazione responsabile del popolo. Per un paio di decenni i più impegnativi del cantiere ogni anno venivano cooptati nel Capitolo Generale ben trecento deputati scelti tra la popolazione; ad essi il compito di sorvegliare (giorno e notte, a turni) l'andamento dei lavori e il gettito delle offerte. È dall'epoca del dominio austro-ungarico che il Capitolo si è ridotto a sette membri.
Nel suo recente Statuto (1990) , riformulato su basi storiche nel 1990, la Veneranda Fabbrica del Duomo è definita come "Ente ecclesiastico, dotato di personalità giuridica per antico possesso di stato e avente scopo di culto e religione, esclusa ogni finalità di lucro." 
La Fabbrica, senza alcuna ingerenza nei servizi di culto, deve provvedere alla valorizzazione, manutenzione e restauro della cattedrale cui provvedono i tre cantieri, alla sua custodia, alla diretta conduzione degli altri settori di propria competenza (Museo, Archivio-Biblioteca, Cappella Musicale) e all'amministrazione dei beni patrimoniali.
Il Consiglio d'Amministrazione della Fabbrica è composto da sette membri nominati per un triennio: due di nomina dell'Ordinario diocesano cinque di nomina del Ministero dell'Interno, sentito l'Arcivescovo. I Consiglieri eleggono nel proprio seno il Presidente.