SOCI Fabbriceria della Chiesa Cattedrale Monumentale di S. Stefano Martire in Pavia
Presidente
Ing. Giampaolo CalviConsiglieri
Prof. Mario Pampanin
Avv. Massimo Marmonti
Rag. Giuseppe Pirola
Geom. Roberto PaludettiTesoriere
Dr. Franco MocchiSegretario
Don Elio Palladini
Il primo documento che riguarda la fabbrica della cattedrale pavese è
la lettera datata 18 agosto 1487 del Comune di Pavia al Cardinale Ascanio
Maria Sforza che allora si trovava a Roma. La lettera descrive lo stato miserando
delle antiche basiliche cattedrali ed espone il desiderio ed il proposito
della cittadinanza di edificare una nuova cattedrale. I Pavesi, con la lettera,
mandano al cardinale i disegni del nuovo edificio, gli domandano che ottenga
dal Papa il permesso di demolire l'antica cattedrale e finiscono chiedendogli
il consenso di porre mano all'opera ed aiuti per l'effettuazione del grande
disegno.
Ascanio Maria Sforza accolse lietamente le proposte dei Pavesi, e rispose
il 29 settembre significando al suo Vicario in Pavia che non solo si interporrebbe
presso il Papa la chiesta licenza di demolizione che "havrerno a nostro
piacere", ma espresse il proposito di concorrere efficacemente per la
riuscita dell'impresa. Lo preoccupava però la questione fnanziaria
e voleva che si considerasse "se c'è il modo di fare questa spesa"
e si vedesse altresì "in che tempo si potrà finire, acciò
non fosse cosa che non avesse mai fine, perché a cominciare una tanta
macchina senza le preparazioni necessarie e che nel principio, ovvero nel
mezzo, o fine, mancasse il modo, mi doleria sino all'anima che al tempo nostro
fosse rovinata quella chiesa e rimanesse imperfetta". Ordina quindi al
Vicario di conferire colla Municipalità per stabilire "quello
che costerà tale edificio e dove si caveranno li denari e in che tempo
si finirà".
Passata la domenica che precede la quaresima del 1488, i Fabbriceri incaricarono
Gio. Ant. Bassini, Gio. Ant. Beretta e Rinaldo Strada, membri della fabbriceria,
di recarsi a Milano, per intendere dal Duca e dal Cardinale cuius voluntatis
erunt ad predicta peragenda, e mostrar loro certa designa et certos modellos
iam factos et fabricatos per magistrum Christoforum de Rochis et rnagistrum
Ioh Antonium Amadeum exquisitissimos ingeniarios.
Il Cardinale ottiene dal Papa Innocenzo VIII il permesso della demolizione
dell'antica cattedrale (Bolla 16 marzo 1488).
Il 29 giugno 1488 viene posata con grande solennità la prima pietra
del nuovo tempio.
Il "designum seu planum de ecclesia maiori papie costruendo" fu
opera di Bramante d'Urbino, Giov. Antonio Amadeo, Cristoforo Rocchi inzignierios
seu architectores, e i mastri costruttori Bartolomeo da Castelnovo, Giacomo
da Candia e Martino Fugazza.
Dalla posa della prima pietra ad oggi, la fabbrica della cattedrale di Pavia,
con periodi di attività intensa alternati a momenti più o meno
lunghi di interruzione dei lavori, è passata dalla storia alla cronaca.
Ai giorni nostri i cantieri sono in piena attività per gli importanti
interventi di consolidamento della struttura dell'ottagono e per la realizzazione
del percorso museale. E la preoccupazione espressa dal Cardinal Ascanio Maria
Sforza nella sua lettera del 29 settembre 1487 è ancora ben viva agli
attuali Fabbriceri.
Fabbriceria della Chiesa Cattedrale Monumentale di S. Stefano
Martire in Pavia
P.zza del Duomo, 12
27100 Pavia