Profilo dell’ente
La Fabbriceria della Chiesa Parrocchiale Monumentale di Santa Maria Assunta di Carignano in Genova è stata costituita con Decreto del Presidente della Repubblica in data 23/01/1981 n.53, in adempimento degli atti pubblici di donazione della Marchesa Carlotta Cattaneo Adorno Giustiniani Fasciotti. Essa amministra l’Edificio Sacro costituente la Basilica Monumentale dei S.S. Fabiano e Sebastiano e di S. Maria Assunta di Carignano in Genova.
La basilica di Santa Maria Assunta di Carignano fu voluta da Bendinelli I Sauli nel 1482 per rappresentare il fasto e la potenza economica della propria famiglia. L’incarico venne affidato nel 1548 all’architetto perugino Galeazzo Alessi che progettò un imponente edificio a pianta centrale, realizzando a Genova uno dei più emblematici esempi di architettura cinquecentesca e uno dei simboli della grande storia della Superba: la naturale conformazione della collina di Carignano ha da sempre reso la basilica uno fra gli edifici più riconoscibili e connotati dell’intero territorio genovese. All’interno sono state collocate nei secoli importanti opere d’arte grazie ai congrui lasciti della famiglia Sauli.
La storia. Nel 1548 Galeazzo Alessi venne chiamato a Genova, su probabile designazione dei genovesi Girolamo e Bartolomeo Sauli, tesorieri apostolici di Perugia, con il compito di progettare la basilica di famiglia. Volontà dei Sauli era quella di riflettere l’immagine romana di San Pietro, segno di grande ambizione intellettuale espressa attraverso una precisa scelta di gusto.
Il 7 settembre 1549 la famiglia Sauli e l’Alessi stipularono un contratto in cui l’architetto si impegnava a costruire un modello in cartone e terracotta e i disegni dell’edificio; i lavori ebbero inizio nel 1552. L’anno seguente cominciò la costruzione dei pilastri centrali, terminati circa quindici anni dopo; nel 1560 fu portato a compimento il lato orientale della basilica; tra il 1560 e il 1563 il cantiere proseguì i lavori con la copertura dei “tempiotti” e la volta del coro, mentre il tamburo fu realizzato tra il 1565 e il 1567. Alla morte del suo progettista, avvenuta nel 1572, la struttura della basilica si presentava ancora incompiuta nelle coperture, nella cupola centrale e nei quattro campanili. Solo nel 1596 ebbero inizio i lavori della cupola che terminarono nel 1602, mentre la decorazione scultorea fu completata nel corso del secolo successivo. Le scelte progettuali includevano nel complesso anche un asse stradale innovativo, realizzato solo nel 1718, costituito da un ponte a più arcate, l’attuale ponte di Carignano, per il collegamento tra la città antica e il nuovo sito.
La struttura architettonica. L’imponente edificio a pianta centrale presenta quattro facciate simili, caratterizzate da un forte sviluppo orizzontale, attenuato dall’ordine gigante delle paraste corinzie, dall’imponente zoccolo perimetrale e dagli alti timpani centrali. Le decorazioni architettoniche, realizzate in pietra di Finale, marmo di Carrara e stucco, prefigurano il fantasioso repertorio di materiali e colori che, in seguito, avrebbe contraddistinto il gusto barocco cittadino. La facciata principale – la cui decorazione fu affidata nel 1722 allo scultore Giovanni Baratta – è caratterizzata dalla presenza, agli opposti estremi, di due campanili gemelli con terminazione a cupola e, al centro, da una scalinata monumentale.
La cupola e i campanili. La cupola maggiore, a pianta circolare, è costituita da due gusci ogivali, emblematico esempio di cupola a doppia calotta. Nell’angusto spazio tra i due gusci corrono a spirale le scale di accesso all’elegante lanternino, che svetta sulla sommità della cupola riprendendo il classico motivo delle paraste alternate a finestre. L’altezza totale sul culmine della cupola è di circa 60 metri. Il tamburo, realizzato in muratura di pietra, è composto di due cilindri separati tra loro da un ambulacro ed è costituito da un ritmico susseguirsi di paraste corinzie e archi a tutto sesto, in precisa corrispondenza con l’interno della basilica.
L’interno della basilica. Il maestoso interno, scandito da coppie di paraste corinzie, si articola intorno alla scenografica cupola centrale, sorretta da quattro pilastroni angolari in cui sono ricavati altrettanti nicchioni ospitanti statue colossali. Completano la struttura quattro cupole angolari a cassettoni ciascuna dedicata ad un membro della famiglia Sauli, raccordate alle volte a botte delle navate mediante arconi a tutto sesto. Anche nei pilastri laterali sono ricavate nicchie in cui trovano posto imponenti sculture. La mancanza di colore e le studiate proporzioni degli spazi e degli elementi contribuiscono a conferire all’edificio una diffusa armonia di forte impronta classicista. Le cappelle delle navate laterali e le pareti sono arricchite da numerose tele di importanti artisti genovesi e italiani dal XVI al XVIII secolo.
La struttura architettonica. L’imponente edificio a pianta centrale presenta quattro facciate simili, caratterizzate da un forte sviluppo orizzontale, attenuato dall’ordine gigante delle paraste corinzie, dall’imponente zoccolo perimetrale e dagli alti timpani centrali. Le decorazioni architettoniche, realizzate in pietra di Finale, marmo di Carrara e stucco, prefigurano il fantasioso repertorio di materiali e colori che, in seguito, avrebbe contraddistinto il gusto barocco cittadino. La facciata principale – la cui decorazione fu affidata nel 1722 allo scultore Giovanni Baratta – è caratterizzata dalla presenza, agli opposti estremi, di due campanili gemelli con terminazione a cupola e, al centro, da una scalinata monumentale.
La cupola e i campanili. La cupola maggiore, a pianta circolare, è costituita da due gusci ogivali, emblematico esempio di cupola a doppia calotta. Nell’angusto spazio tra i due gusci corrono a spirale le scale di accesso all’elegante lanternino, che svetta sulla sommità della cupola riprendendo il classico motivo delle paraste alternate a finestre. L’altezza totale sul culmine della cupola è di circa 60 metri. Il tamburo, realizzato in muratura di pietra, è composto di due cilindri separati tra loro da un ambulacro ed è costituito da un ritmico susseguirsi di paraste corinzie e archi a tutto sesto, in precisa corrispondenza con l’interno della basilica.
L’interno della basilica. Il maestoso interno, scandito da coppie di paraste corinzie, si articola intorno alla scenografica cupola centrale, sorretta da quattro pilastroni angolari in cui sono ricavati altrettanti nicchioni ospitanti statue colossali. Completano la struttura quattro cupole angolari a cassettoni ciascuna dedicata ad un membro della famiglia Sauli, raccordate alle volte a botte delle navate mediante arconi a tutto sesto. Anche nei pilastri laterali sono ricavate nicchie in cui trovano posto imponenti sculture. La mancanza di colore e le studiate proporzioni degli spazi e degli elementi contribuiscono a conferire all’edificio una diffusa armonia di forte impronta classicista. Le cappelle delle navate laterali e le pareti sono arricchite da numerose tele di importanti artisti genovesi e italiani dal XVI al XVIII secolo.
Informazioni storiche
La basilica di Santa Maria Assunta di Carignano fu voluta da Bendinelli I Sauli nel 1482 per rappresentare il fasto e la potenza economica della propria famiglia. L’incarico venne affidato nel 1548 all’architetto perugino Galeazzo Alessi che progettò un imponente edificio a pianta centrale, realizzando a Genova uno dei più emblematici esempi di architettura cinquecentesca e uno dei simboli della grande storia della Superba: la naturale conformazione della collina di Carignano ha da sempre reso la basilica uno fra gli edifici più riconoscibili e connotati dell’intero territorio genovese. All’interno sono state collocate nei secoli importanti opere d’arte grazie ai congrui lasciti della famiglia Sauli.
Nel 1548 Galeazzo Alessi venne chiamato a Genova, su probabile designazione dei genovesi Girolamo e Bartolomeo Sauli, tesorieri apostolici di Perugia, con il compito di progettare la basilica di famiglia. Volontà dei Sauli era quella di riflettere l’immagine romana di San Pietro, segno di grande ambizione intellettuale espressa attraverso una precisa scelta di gusto.
Il 7 settembre 1549 la famiglia Sauli e l’Alessi stipularono un contratto in cui l’architetto si impegnava a costruire un modello in cartone e terracotta e i disegni dell’edificio; i lavori ebbero inizio nel 1552. L’anno seguente cominciò la costruzione dei pilastri centrali, terminati circa quindici anni dopo; nel 1560 fu portato a compimento il lato orientale della basilica; tra il 1560 e il 1563 il cantiere proseguì i lavori con la copertura dei “tempiotti” e la volta del coro, mentre il tamburo fu realizzato tra il 1565 e il 1567. Alla morte del suo progettista, avvenuta nel 1572, la struttura della basilica si presentava ancora incompiuta nelle coperture, nella cupola centrale e nei quattro campanili. Solo nel 1596 ebbero inizio i lavori della cupola che terminarono nel 1602, mentre la decorazione scultorea fu completata nel corso del secolo successivo. Le scelte progettuali includevano nel complesso anche un asse stradale innovativo, realizzato solo nel 1718, costituito da un ponte a più arcate, l’attuale ponte di Carignano, per il collegamento tra la città antica e il nuovo sito.
Organigramma
| Presidente: Dott. Marcello Cattaneo Adorno |
| Consiglieri: Mons. Mario Capurro, Arch. Enrico Doria Lamba, Dott. Giorgio Spigai, Dott. Paolo Delpino, Sig.ra Giovanna Risso e Prof. Lauro Giovanni Magnani. |










